Senza titolo

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Quante volte diciamo a qualcuno non fa niente

E invece fa…

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Prima di partire per un lungo viaggio…

Prima di partire per un lungo viaggio…

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Porta con te la voglia di non tornare più …sono mancata per un periodo lunghetto eh ?  Ma stavo aspettando una bella notizia che sarebbe dovuta arrivare da un momento all’altro e mi ero ripromessa di non scrivere fino a quel momento . Forse una forma di scaramanzia , un rito magico o forse la voglia di riempire queste pagine di qualcosa di bello.

Ma quella notizia non arriverà .

Naufragata definitivamente oggi ogni speranza .

E quindi rieccomi qui.

Dopo aver sperato ed essersi illusa rialzarsi è più difficile ma lo farò anche questa volta.

Camminami dentro

Camminami dentro

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Ti lascio passeggiare un po’ tra i miei pensieri
non farti spaventare dal disordine
fa parte dell’arredamento.
Troverai qualche soldatino di guardia
fanno tanto i duri, ma in fondo vogliono solo una carezza.
Ti lasceranno entrare.
Paura e ansia non le guardare
sono due prime donne
non aspettano altro che farsi belle agli occhi delle novità
prosegui pure avanti, hanno poco da raccontarti.
Appena superata la curva della speranza
diciamo tra incoscienza e (s)ragione
lì potrai affacciarti ai miei desideri.
Vedi quelli in corsivo ?
Ecco, per loro ho scelto un vestito elegante.
Di quelli proibiti ho perso la chiave.
Ma non sono in prigione.
Già che ci sei, liberami un po’ di follia.
La notte urla e straparla
non mi lascia riposare.
La malinconia è sempre a leggere in disparte
un po’ per scelta un po’ per arte.
Sì, insomma, non cercare di fare ordine
l’ultima volta mi ci sono voluti due anni di analisi
per risistemare.
Puoi fermarti quanto vuoi, o restare a dormire
ma ricordati di baciarmi gli occhi
se deciderai di uscire.

(Andrew Faber)

Il colore del grano

Il colore del grano

Avevo 17 anni e non avevo mai letto “Il piccolo principe”.
Da piccola lo avevo sfogliato ma non mi aveva incuriosito abbastanza, anzi lo avevo trovato banale, noioso.

Poi arriva lui: Don Stefano. Un sacerdote fuori dall’ordinario. Molto fuori. Talmente fuori che credo sia stato “spretato” qualche anno dopo. Eppure mi ha insegnato molto, tanto, prendendo spunto da tutto, canzoni, libri, arte.
Un viaggio profondo dentro me stessa.

Quel giorno, arriva in ritardo, gli occhi eccitati di quando stava per farci scoprire qualcosa di nuovo, un sorrisetto appena accennato. Apre quel piccolo libro e inizia a leggere.

C’è da dire che avendo fatto teatro interpreta particolarmente bene il testo, ed io rimango incantata, a bocca aperta.
E corro a comprare quello che resterà uno dei libri a cui sono più affezionata. Il brano che lui lesse quella sera è la parte più bella di tutte secondo me,ed è quella che mi è rimasta dentro.

Ancora oggi quando qualcuno si allontana da me dopo essere stato tanto vicino, mi asciugo le lacrime e penso a cosa mi ha lasciato, a quale è stato in questo caso “il colore del grano”.

E per quanto riguarda te mio dolce Werther, credo che tu mi abbia addomesticato e  che il colore del grano sia la voglia che mi hai fatto ritrovare di migliorarmi, esplorare, e la curiosità che ho ritrovato grazie a te.

Anche se ora mi manchi troppo e continuo a sperare nel tuo ritorno.
Ma mentre aspetto che ritorni…

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In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
Che cosa vuol dire addomesticare?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticar>?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo ”
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’e’ un fiore… credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
“Oh! non e’ sulla Terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembro’ perplessa:
“Su un altro pianeta?”
“Si”.
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
“No”.
“Questo mi interessa. E delle galline?”
“No”.
“Non c’e’ niente di perfetto”, sospiro’ la volpe.
Ma la volpe ritorno’ alla sua idea:

“La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata.
Conoscerò un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano?
Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile.
I campi di grano non mi ricordano nulla.
E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro.
Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato.
Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te.
E ameò il rumore del vento nel grano…”

La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che cosa bisogna fare?” domando’ il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, cosi’, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla.
Le parole sono una fonte di malintesi.
Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”

Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi;
scoprirò il prezzo della felicità!
Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore.
Ci vogliono i riti”
.

“Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe.
“E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.
C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è’ un giorno meraviglioso! Io mi spingo fino  alla vigna.
Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.

Così il piccolo principe addomestico’ la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi.”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.

 

20 foto storiche di amori in tempo di guerra

20 foto storiche di amori in tempo di guerra

Se ami qualcuno non aspettare, diglielo ora! Del doman non v’è certezza. Ma sono codarda e quindi te lo dico così…

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I tempi cambiano. Nulla rimane lo stesso per sempre. Ma, come si può vedere da queste immagini toccanti pubblicate da Bored Panda , una cosa non cambia, non importa quanto tempo passa, e questo è l’amore.

Di solito quando ci salutiamo con qualcuno, siamo abbastanza sicuri che stiamo andando a vedere qualcosa di nuovo, e presto. Ma molte delle persone nelle fotografie qui sotto, scattate durante la prima e seconda guerra mondiale, non avevano idea se sarebbero mai state capaci di ricongiungersi di nuovo con i propri cari . E purtroppo, molti non ce l’hanno fatta.

Queste immagini servono a ricordarci che la vita è breve, quindi non aspettiamo fino a San Valentino per dire a qualcuno che l’ami. Ditelo oggi!

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Il sacchetto di caramelle

Il sacchetto di caramelle

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“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.

Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…

Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.

Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.

Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.

Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.

Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.

Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…

Senza troppe caramelle nella confezione…

Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.

Che sappia sorridere dei propri errori.

Che non si gonfi di vittorie.

Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.

Che non sfugga alle proprie responsabilità.

Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.

L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.

Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…

Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.

Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.

Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…

Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.

Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai”